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giovedì 19 giugno 2008

L'incoerenza è la chiave...

Perché è così difficile rimanere coerenti? Perché ci si indigna per tutto ciò che non rientra nei nostri propri valori, ma in prima persona ci concediamo, e spesso, di sbagliare? Perché le particolari situazioni degli altri non vengono mai viste nella loro particolarità, e il giudizio degli estranei è sempre tanto pesante e definitivo? Perché tutti tendono a usare due misure distinte x sé e x gli altri? Fondamentalmente il problema sta nel paragonarsi agli altri e alle altre situazioni sempre, per poter dire :”io sto peggio ma io sono migliore”, per dover dimostrare x forza che chi parla è sempre un gradino più in alto degli altri! Penso che il mondo non è fatto di scale…mi convinco giorno dopo giorno che viviamo in un mare immenso e per ognuno è come se questo spazio fosse tutto x sé…viviamo da soli nel mondo che è di tutti…come se tutto girasse intorno a noi! Ma cazzo, lo sforzo di rimanere nel nostro spazio, visto che lo riteniamo così importante, non lo possiamo fare? Perché dipendiamo tanto dagli altri e poi li disprezziamo tanto? L’incoerenza è la chiave….ed è questo che mi fa più schifo...

Uffi....

Sempre la solita vita del cavolo…sempre le solite delusioni…il solito senso di frustrazione quando ci si accorge che il mondo gira sempre in un modo! Cosa ci è successo? Che fine ha fatto la bontà di cuore, il fidarsi delle persone, il credere in valori forti quali l’amicizia e l’amore, gli investimenti sani e fruttuosi, il credere e perseguire le passioni, il rispetto della natura, il giusto orgoglio, l’uso sensato della parola…la nostra è una generazione che concepisce e vede solo il male!

lunedì 28 aprile 2008

Per favore "una corda"!!!

Che fine ha fatto la ragazza serena che amava la sua vita?
Quella che aveva trovato nella sua esistenza il senso che sembrava non dovesse cascare mai, il suo equilibrio?
Quella che aveva imparato a trovare del buono in tutte le situazioni e in tutte le persone?
Quella che non aveva paura di star male per qualcosa, xkè sapeva che ogni sofferenza viene poi riscattata da una gioia immensa?
Quella che sapeva dove (o su chi) sbattere la testa per trovare un po' di conforto?
Quella che non si faceva sfiorare dai giudizi errati delle persone?
Quella pronta a lanciarsi da un burrone per e con un amico?
Quella che aveva il pieno controllo di sè?
Quella che se proprio doveva piangere lo faceva nella propria intimità?
Quella che se non aveva voglia di vedere nessuno aveva la forza di dire no anche a Dio?
Quella che se aveva voglia di fare qualcosa, la faceva anche contro Dio?
Quella che sapeva di valere e quanto valeva?
Quella che riusciva a dare soddisfazioni alle persone che le stanno affianco?
Quella che si sentiva in colpa solo per i propri errori e non per le cose che non ha mai fatto?
Quella che si prendeva l'aria che le bisognava per respirare, rendendosi conto che il respiro serve a vivere?
Quella ventenne consapevole di avere ancora tutta una vita da vivere?
Quella che era in sintonia con tutti?
Quella che rideva sempre nelle fotografie?
Quella che sapeva scherzare e ridere dei propri problemi?
Quella che scriveva in questo blog?
Quella che se ne sbatteva di uscire x sprecare benzina e sigarette e tranquillità e preferiva stare davanti la tv di sabato sera a guardare "the mask"?
Quella che si ammazzava la vita per decine di fantastici amici per cui tuttora stravede?


Forse è cambiato tutto o forse non è mai realmente cambiato nulla! Non lo so! Non ho nemmeno la serenità di capire se mi sono fermata un attimo rispetto al mondo o se mi sono persa completamente!....intanto il mondo è andato avanti e non ho la forza adesso di correre a raggiungerlo!

venerdì 8 febbraio 2008

Me! Tutta! Adesso!

Strane sensazioni riempiono le mie giornate!
Riflessioni pesanti miste a giornate impegnate a costruire il mio futuro sia universitario ma anche sentimentale e familiare.
Per indole, sono incapace di rendermi la vita più semplice. Ai pensieri imposti dal sistema aggiungo altri pensieri (miei e basta) e alla fine arrivo a scoppiare…sono scoppiata in questo momento dopo giorni di studio intenso (e non è ancora finita) e mazzate varie a livello personale…e mi sono bastati 10 minuti di musica a palla nelle orecchie per capire che era il caso di fermarmi un attimo e pensare un po’ a me!
Sono stanca e avvilita (è questo che dico da giorni) e il tutto per mandare avanti un meccanismo che fa parte di un sistema che fondamentalmente mi fa schifo! E’ quello della società di oggi, del mondo universitario male organizzato che troppo spesso stressa gli studenti e poche volte fornisce gli strumenti promessi per giungere, non dove vorremmo, ma solo dove c’è ancora posto.
Il nostro futuro ci è imposto! E ci è imposto di dover assistere inerti ai continui furti operati a danno dei nostri diritti!
Oggi mi sono ritrovata a discutere, dopo mesi, dello scempio a cui ho dovuto assistere in occasione dei famigerati test di ingresso a medicina. Ripensarci mi ha fatto rivivere ogni singolo stato d’animo di quei giorni e mi ha tolto tutta la forza che mi era rimasta. Piangere sembra l’unico modo di respirare e sfogarsi un po’ anche se evidentemente non rappresenta una soluzione. Ma d’altronde lo stesso fatto di continuare a vivere come viviamo tutti non porta a nulla!
Cambierà mai tutto questo? Sono sempre stata convinta che per cambiare il sistema bisogna prima cambiare la testa alle persone e ciò per me è assolutamente impossibile. Prova ne è il fatto che, se foste a un test, il cui esito determinerebbe tutta la vostra vita e riuscire a ottenere un punteggio più che buono (cioè superiore o uguale a quello dei figli di "macellai" evidentemente raccomandati) significherebbe realizzare i vostri sogni di bambini, e vi venisse offerta la possibilità di correggere le risposte in maniera illegittima, quasi certamente ( nel 99,9 % dei casi) afferrereste al volo l’occasione e vaffanculo a tutti! Senza offesa se vi è capitato di farlo ma, a riguardo, per me siete solo delle merde e lo siete per mille motivi!

  • Innanzi tutto andate contro la legge e contro il vivere civile.
  • Scavalcate nella maniera più scorretta chi è più debole ma più onesto di voi.
  • Sconvolgete il relativo rapporto fra buono e cattivo facendo passare il buono per fesso (e questo mi fa incazzare un casino).
  • Nonostante l’azione furba spesso non arrivate ugualmente all’obiettivo finale, dovendo superare infiniti test dello stesso stampo nel corso della vostra intera vita.
  • Se è una scelta fatta non per passione potreste risultare inadatti al ruolo e diventare "macellai".
  • Non avrete mai la soddisfazione di sapere che tutto ciò che possedete l’avete costruito voi, ve lo siete meritato e avete pieno diritto di godervelo.
  • Il mondo non andrà mai bene per colpa vostra.
  • Siete fondamentalmente dei vigliacchi, buoni a nulla.
  • Se credete in Dio potreste finire all’inferno. (Io non ci credo quindi il mio non è un augurio:P)
  • Se lo fate una volta, probabilmente non vi farete problemi a rifarlo. (Merda su merda!)


E adesso qualcuno mi sa spiegare come si mantiene ordinata la merda che cachiamo ogni giorno? Come si fa a gestire 3000 iscritti l’anno a scienze biologiche, tutti gli scarti di queste facoltà a numero chiuso in cui l’unico meccanismo che frutta è la disonestà? E allora, non solo non posso fare ciò che mi piace, ma sono anche costretta a far male ciò che mi è stato imposto…per campare e per far crescere i miei figli nello stesso, identico sistema.
Chissà quanti sono e chi sono le persone che la pensano come me e soprattutto avrebbero rifiutato l’offerta di imbrogliare, come ho fatto io, senza perderci e nemmeno guadagnarci nulla, solo per il senso di giustizia? Sarei curiosa di conoscerne qualcuno! Avere e sbandierare principi è facile…crederci e applicarli ogni giorno è un’altra storia……………….

giovedì 3 gennaio 2008

Il mio 2008 comincia così......

Lo sentivo che arrivava l'ispirazione per un nuovo post...atmosfera troppo angosciosa fra i miei pensieri!
Che 2008 di merda!...non ho trovato un motivo per cui sorridere da quando è scattata la mezzanotte dell'1 gennaio...e sì che ancora sono passati 2 giorni...ma sono stati due giorni proprio di ettàri!
Ho un raffreddore pazzesco!
I miei sono ancora un po' incazzati perchè l'1 mattina sono tornata a casa alle 7 (mio padre era orrendo nella penombra del corridoio)!
Non riesco a vincere giocando!
Ho avuto la mia prima litigata tremendissima con l'Ottimismo!
Mi si è spenta la macchina due volte nel giro di trenta secondi davanti a un bel po' di gente(sapete, nei paesini è difficile superarla)!
Mi si sciolgono di continuo le scarpe!
Sapete quando siete sfortunati sempre, in ogni cosa, ma non è un problema fino a quando non ci pensate? E poi arriva un momento che inciampate sui i vostri lacci e dopo 3 secondi vi cade il thè bollente sulla mano e poi vi scappa di dire "minchia" davanti a vostro padre...e sapete che l'unica cosa buona che potete fare è andarvi a coricare per non infastidire nessuno, soprattutto voi stessi? Così sono state le mie giornate dal primo di quest'anno che promette complessi e discussioni e paranoie a minchia china a quanto pare!
In ogni caso...si deve sopravvivere! Continueremo a fare 'sto sforzo!
Notte notte :*

venerdì 9 novembre 2007

Non può piovere per sempre...

Vi sembrava di esservi liberati di me per 4 giorni!:)
Invece torno più motivata che mai, prima della fatidica partenza!
Manca davvero poco all'ennesima esperienza che senz'altro ci farà crescere, anche se silenziosamente e poco per volta...li ricorderemo un giorno questi viaggi, queste amicizie, queste pazzie...quando saremo più grandi, distanti, diversi........
Ciò che si spera è che col passare del tempo i bei ricordi rimangano impressi del gusto originale, autentico e non si perdano nell'amarezza che spesso ci tocca.
Mi auguro di divertirmi più che posso e di non avere mai nessun rimpianto!
....
E l'impegno a non pensar mai male, a fidarmi della gente, a credere che qualcosa di buono la si conclude in questa vita io veramente ce lo metto!
....
Ci sono periodi in cui però tutto sembra nero...momenti dai quali ti toccherà riprenderti quasi sempre da sola!
Allora pensi che se accetti la tua esistenza acceti un compromesso fra bene e male. E ti chiedi perchè ti accontenti sempre di pochissimo bene mentre sei costretto a ingoiare tantissimo male e nonostante ciò continui, giorno per giorno, a scegliere di esserci...forse per forza di cose...perchè per istinto in tutti è radicata una spinta alla vita che supera, anche se a volte di poco, l'attrazione verso la morte.
La vera forza sta nell'avere sempre la lucidità di capire, anche nei momenti più tristi e annebbiati, che il bilancio è sempre positivo, alla fine!
Sono dunque da evitare tutte le azioni che potrebbero prima o poi privarci di questo diritto alla vita(sacro direi io).
In tutto questo io credo fermamente!!! Ma a volte mi serve che mi sia ricordato...
Quando sento di stare per perdermi ho bisogno di sentirmi dire che tutto passa(e in effetti è proprio così) e che il bilancio finale è nella maggior parte dei casi positivo, in maniera per niente trascurabile!
Era arrivato questo momento e per necessità me lo son dovuta dire da sola!
Scusate lo sfogo...


P.S.: Grazie a "qualcuno" che mi ha acchiappata per i capelli quando stavo per cadere!

venerdì 2 novembre 2007

Già stanca.

Che strano...ho sentito che ciò che ho costruito fin ora è da cambiare! E infatti ci ho cominciato...il blog stava per non piacermi più e la cosa mi rattristiva troppo:( Avevo smesso anche di scrivere per mancanza di ispirazione!
Purtroppo non ci capisco un cavoletto di Bruxelles di codice html e cose simili e quindi anche a farmelo spiegare nn è che cambia niente...ci vorrebbe qualcuno con carta e penna disposto a farmi i disegnini di tutto!:P
Poi sono capitata in un gruppo di amici informatici che supervisionano il mio blog e mi fanno sentire piccola piccola piccola...visito i loro e proprio non mi sento all'altezza:((((((((...
Ovviamente non rimprovero niente a nessuno!
Maledico me e i miei complessi d'inferiorità!
In ogni caso qualcosa deve assolutamente cambiare! E per questo ho cominciato dai colori...ma non basta!!! Dovrò diventare brava anzi bravissima! Ci tengo sul serio! Non come con la chitarra! Il computer ce l'ho ( anche se ho detto a papi che manca il portatile ), le idee pure e quindi non ho proprio scuse!
Non posso cambiare blog ogni volta che cambio umore? Chi sarebbe disposto a seguirmi? Oppure non posso fare più blog dentro il blog? Certo che sarebbe mortale!!!
Magari si può fare e io non lo so...in tal caso avvisatemi! Risolverei tutti i miei problemi di adattamento!
La mattina mi sveglio nera-->blog nero!
Notte insonne-->blog bianco!
Giornata infuocata-->blog rosso!
Ecc...
Così almeno escludo che nn scriverò perchè non mi rispecchio più in ciò che ho fatto fino a quel momento!
Uffi era questo che temevo il pomeriggio del 23 settembre, ( Mi assale la voglia mi blocca qualcosa ) che non ce la facessi, che un giorno non mi sentissi più all'altezza, che mi venisse a mancare l'ispirazione, che mi pentissi di quanto e di come mi ero già esposta! Odio sentirmi così!!!
Spero mi passi presto! Il nero mi starà bene in testa ma se divento nera d'umore non servo! Sono la prima ad ammetterlo!

Alla prossima allora e speriamo cambi al più presto qualcosa...qualsiasi cosa!:*

sabato 20 ottobre 2007

...Arte...

L’arte arricchisce la conoscenza dell’uomo, così come la scienza, ma da quest’ultima si distingue inequivocabilmente. La scienza punta al progresso, all’utilità sociale, mentre l’arte si configura in opposizione a tutto ciò. Sostanzialmente è prova di un talento inventivo e di una capacità espressiva peculiare dell’uomo. L’arte è, dunque, espressione di sé.
L’uomo ne può essere investito in qualsiasi momento e non è necessaria alcuna attitudine particolare al di là del suo esistere come “essere razionale”. Siamo infatti gli unici esseri che hanno piena coscienza di sé e, in questo senso, l’arte non è altro che prova della sensibilità alla vita. Si manifesta in qualsiasi forma, effimera o durevole, ma la sua tendenza intrinseca è quella di perpetuarsi nel tempo, anche solo nella memoria di quei pochi che ne vedono stimolata la propria sensibilità.
Purtroppo tanta arte si perde o si esaurisce per le strade silenziose o troppo chiassose oppure per quelle ignorate, svalutate e represse del mondo.. ma d’altronde è impensabile di poterne registrare ogni forma, che si esplica in tutta l’umanità nel corso della storia. Per questo diventa una necessità definire le “opere d’arte”.
L’opera d’arte è l’arte proiettata nel sociale. La società riconosce ciò che meglio la rispecchia. In fondo, il sistema del riconoscersi nell’opera, per elevarne il livello ad arte, è ampiamente diffuso e per certi versi legittimo, purché non svaluti la naturale essenza dell’uomo. Oggi il nostro patrimonio artistico è ampiamente influenzato da fattori molto lontani dal peculiare carattere spirituale dell’arte, ma ritengo, tuttavia, questo atteggiamento la pura espressione di una società interamente votata al materialismo più sfrenato. Un puntino nero su uno sfondo bianco, se elevato ad opera d’arte dalla società, non può che essere tale, limitatamente al tempo e allo spazio in cui ciò avviene. Abbandonata la dimensione spirituale, le condizioni che fanno di un uomo l’autore di un opera d’arte si fanno necessariamente più particolari, e in una visione materialistica queste si configurano con disponibilità economica, fama, fortuna, tutte condizioni che contribuiscono a far pubblicità all’artista. Evidentemente non tutti gli uomini godono di dette opportunità e non a tutte le opere d’arte viene attribuito il giusto merito, ma ciò non toglie che chiunque, nel corso della propria vita, semini arte in ogni gesto nel quale è palesato il suo stato d’animo.
“Emozione” è la materia dell’arte e “giudizio” è, essenzialmente, il suo fine. L’uno è funzione dell’altro. Qualunque cosa pulluli di emozione stimola un giudizio. Cosicché tutto nell’arte fugge l’indifferenza.
Il mezzo dell’arte è il materiale, il sensibile. L’anima è stuzzicata dai sensi e, nella contemplazione più profonda, il corpo diventa specchio dell’inevitabile turbamento dell’animo, il più delle volte causato da una profonda e piena immedesimazione. L’immedesimazione può essere favorita da una profonda conoscenza delle situazioni che gravitano sull’autore nel corso della sua creazione, per cui, alla luce di un percorso conoscitivo, l’arte si presta sicuramente a una migliore comprensione. Tuttavia non bisogna essere colti per fruirne anche se si corre il rischio di esprimere erroneamente un giudizio che demolisca l’accurata e legittima produzione artistica e, a riguardo, è ampiamente risaputo che è la conoscenza a liberare l’uomo dalla schiavitù del pregiudizio, che io ritengo essere una delle piaghe più profonde dell’umanità. L’arte non ne deve dunque essere contaminata; deve dare dignità all’uomo ed essendo l’uomo stesso a fare arte, almeno in questo campo, non ci sono imbrogli: l’uomo si dà la dignità che realmente crede di meritarsi.

domenica 14 ottobre 2007

Pazza io? Sì, e ringrazio anche!

Il bello è che c'è qualcuno che mi definisce addirittura squilibrata! Ormai non mi offendo nemmeno più...ho cominciato a riconoscerlo anch'io e sentirmelo dire, spesso, mi lusinga! Tanto chi mi capisce ce l'ho e se essere squilibrata significa essere diversa dalla mandria di pecore che popola il mondo ne vado fiera!
Poi è risaputo che adoro le cose complicate, al limite del razionale e per me i migliori sono quelli che nonostante i ragionamenti contorti hanno la buona volontà di venirmi dietro anche correndo il rischio di 'mpiriccuddarsi...al massimo ci si fa una bella risata sopra, ma quanto meno il cervello di cui disponiamo lo si usa!
Conseguenza diretta ne è che odio la gente stupida! e poi sappiamo tutti benissimo per esperienza che la stupidità sempre si accompagna alla cattiveria più spietata!
Ed è davanti a questo tipo di persone che rimango spiazzata...quando non ho proprio cosa rispondere, quando rimango senza parole, spesso è perchè mi sento fare discorsi babbi e insensati! E considerato che stupidità=cattiveria non vedo cosa ci possa essere di peggio in una persona! Purtroppo però di questa gente se ne incontra a bizzeffe e di conseguenza cantonate se ne prendono tantissime!
Ultimamente mi è capitato inoltre di avere a che fare con "finti caproni"...che non hanno le palle di ragionare forse per paura di essere smontati!!! Ed ecco svelato il xkè Alessandra al momento è incazzata nera...perchè la gente preferisce la sicurezza, l'ovvietà, la noia, il limite, la stupidità pur sapendo che, solo volendo, si potrebbe avere una vita ancora tutta da inventare, fatta di confronti, sfide, mazzate ma anche soddisfazioni! Il segreto è convincersi che non si smette mai di imparare qualcosa e che quindi ogni esperienza vale la pena di essere vissuta fino alla fine...il dichiararsi già grande o vecchio o saggio o vissuto è sintomo di "falsa caproneria"...occhio a questi individui e se vi capita di incontrarne qualcuno sconvolgetelo facendogli assaggiare un pizzico di vita vera! Potreste salvare qualcuno, sempre che questo qualcuno voglia essere salvato!

domenica 30 settembre 2007

Che pesantezza...

"Ma non è invece giusto...che un avvenimento è tanto più
significativo e privilegiato quanti più casi fortuiti intervengono a
determinarlo? Soltanto il caso può apparirci come un messaggio. Ciò che avviene
per necessità, ciò che è atteso, che si ripete ogni giorno, tutto ciò è muto.
Soltanto il caso ci parla. Cerchiamo di leggervi dentro come gli zingari leggono
le immagini formate dai fondi del caffè in una tazzina."

"L'uomo senza saperlo compone la propria vita secondo le leggi
della bellezza persino nei momenti di più profondo smarrimento."

Come non rimanere affascinati dalle innumerevoli coincidenze che ci riempiono la vita? A volte questo tipo di bellezza è l'unica per cui valga la pena vivere...quando il mondo si mostra, in pieno, nella sua stupidità e cattiveria. Così come a volte conviene credere che il male fra la gente sia fatto per sbadatagine piuttosto che per un sincero e meschino desiderio di ferire!
"Che cos'è la vertigine? Paura di cadere? Ma allora perchè
ci prende la vertigine anche su un belvedere fornito di una sicura ringhiera? La
vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce
del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere,
dal quale ci difendiamo con paura."

Spesso le cose di cui abbiamo paura sono le cose che ci affascinano di più, le cose a noi più oscure sulle quali ci poniamo più domande...a volte immaginare le risposte non basta e siamo tentati di inabissarci in questo vuoto sotto di noi! Altre volte invece siamo semplicemente stanchi dell'ovvietà, e sarebbe meglio cadere se non fosse che non sappiamo quanta bellezza ancora la vita ci riserva.
"L'uomo che perde la propria intimità perde tutto... E
l'uomo che se ne sbarazza di sua spontanea volonta è un mostro"

Credo che bisogna essere più prudenti nel dire la verità piuttosto che nel dire una balla! Essere troppo sinceri smonta i rapporti, svela ogni mistero, spesso ferisce...sono sempre stata per la verità: sincera ma non troppo!


P.S. Oggi troppa tristezza:(

giovedì 27 settembre 2007

L'insostenibile leggerezza dell'essere

"Il fardello più pesante ci opprime, ci piega, ci schiaccia
al suolo. Ma nella poesia d'amore di tutti i tempi la donna desidera essere
gravata dal fardello del corpo dell'uomo. Il fardello più pesante è quindi allo
stesso tempo l'immagine del più intenso compimento vitale. Quanto più il
fardello è pesante, tanto più la nostra vita è vicina alla terra, tanto più è
reale e autentica.

Al contrario, l'assenza
assoluta di un fardello fa sì che l'uomo diventi più leggero dell'aria, prenda
il volo verso l'alto, si allontani dalla terra, dall'essere terreno, diventi
solo a metà reale e i suoi movimenti siano tanto liberi quanto privi di
significato. Che cosa dobbiamo scegliere, allora? La pesantezza o la
leggerezza?".

Io seguo la pesantezza. Non l'ho scelta. Fa parte di me da sempre.
"Non si può mai sapere cosa si deve volere perchè si vive
una vita soltanto e non si può nè confrontarla con le proprie vite precedenti,
nè correggerla nelle vite future... Ma che valore può avere la vita se la prima
prova è già la vita stessa? Per questo la vita somiglia sempre a uno schizzo. Ma
nemmeno "schizzo" è la parola giusta, perchè uno schizzo è sempre un abbozzo di
qualcosa, la preparazione di un quadro, mentre lo schizzo che è la nostra vita è
uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro."

Conduco dunque una vita piena, intensa...niente rimpianti, nessun rimorso!
"Con le metafore è meglio non scherzare. Da una sola
metafora può nascere l'amore."

Sarà per questo che io mi innamoro così spesso??? Troppa poesia???Beeeeeeeeelloooooooooooo!!!
"Tutte le lingue che derivano dal latino formano la parola compassione col prefisso com- e la radice passio che
significa originariamente "sofferenza". In altre lingue...questa parola viene
tradotta con un sostantivo composto da un prefisso con lo stesso significato
seguito dalla parola "sentimento"... Nelle lingue derivate dal latino, la parola
compassione significa: non possiamo guardare con indifferenza le sofferenze
altrui... Un'altra parola dal significato quasi identico, pietà,
suggerisce persino una sorta di indulgenza verso colui che soffre... E' per
questo che la parola compassione generalmente ispira diffidenza; designa un
sentimento ritenuto mediocre, di second'ordine, che non ha molto a che vedere
con l'amore. Amare qualcuno per compassione significa non amarlo
veramente.

Nelle lingue che formano la parola
compassione non dalla radice "sofferenza" bensì dal sostantivo"
sentimento"...la forza nascosta nella sua etimologia bagna la
parola di una luce diversa...designa quindi la capacità massima di immaginazione
affettiva, l'arte della telepatia delle emozioni. Nella gerarchia delle emozioni
è il sentimento più supremo."

Di conseguenza:
"non c'è nulla di più pesante della compassione. Nemmeno il
nostro proprio dolore è così pesante cm un dolore che si prova con un altro,
verso un altro, al posto di un altro, moltiplicato dall'immaginazione,
prolungato in centinaia di echi."

...
Adoro questo libro!