giovedì 27 settembre 2007

L'insostenibile leggerezza dell'essere

"Il fardello più pesante ci opprime, ci piega, ci schiaccia
al suolo. Ma nella poesia d'amore di tutti i tempi la donna desidera essere
gravata dal fardello del corpo dell'uomo. Il fardello più pesante è quindi allo
stesso tempo l'immagine del più intenso compimento vitale. Quanto più il
fardello è pesante, tanto più la nostra vita è vicina alla terra, tanto più è
reale e autentica.

Al contrario, l'assenza
assoluta di un fardello fa sì che l'uomo diventi più leggero dell'aria, prenda
il volo verso l'alto, si allontani dalla terra, dall'essere terreno, diventi
solo a metà reale e i suoi movimenti siano tanto liberi quanto privi di
significato. Che cosa dobbiamo scegliere, allora? La pesantezza o la
leggerezza?".

Io seguo la pesantezza. Non l'ho scelta. Fa parte di me da sempre.
"Non si può mai sapere cosa si deve volere perchè si vive
una vita soltanto e non si può nè confrontarla con le proprie vite precedenti,
nè correggerla nelle vite future... Ma che valore può avere la vita se la prima
prova è già la vita stessa? Per questo la vita somiglia sempre a uno schizzo. Ma
nemmeno "schizzo" è la parola giusta, perchè uno schizzo è sempre un abbozzo di
qualcosa, la preparazione di un quadro, mentre lo schizzo che è la nostra vita è
uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro."

Conduco dunque una vita piena, intensa...niente rimpianti, nessun rimorso!
"Con le metafore è meglio non scherzare. Da una sola
metafora può nascere l'amore."

Sarà per questo che io mi innamoro così spesso??? Troppa poesia???Beeeeeeeeelloooooooooooo!!!
"Tutte le lingue che derivano dal latino formano la parola compassione col prefisso com- e la radice passio che
significa originariamente "sofferenza". In altre lingue...questa parola viene
tradotta con un sostantivo composto da un prefisso con lo stesso significato
seguito dalla parola "sentimento"... Nelle lingue derivate dal latino, la parola
compassione significa: non possiamo guardare con indifferenza le sofferenze
altrui... Un'altra parola dal significato quasi identico, pietà,
suggerisce persino una sorta di indulgenza verso colui che soffre... E' per
questo che la parola compassione generalmente ispira diffidenza; designa un
sentimento ritenuto mediocre, di second'ordine, che non ha molto a che vedere
con l'amore. Amare qualcuno per compassione significa non amarlo
veramente.

Nelle lingue che formano la parola
compassione non dalla radice "sofferenza" bensì dal sostantivo"
sentimento"...la forza nascosta nella sua etimologia bagna la
parola di una luce diversa...designa quindi la capacità massima di immaginazione
affettiva, l'arte della telepatia delle emozioni. Nella gerarchia delle emozioni
è il sentimento più supremo."

Di conseguenza:
"non c'è nulla di più pesante della compassione. Nemmeno il
nostro proprio dolore è così pesante cm un dolore che si prova con un altro,
verso un altro, al posto di un altro, moltiplicato dall'immaginazione,
prolungato in centinaia di echi."

...
Adoro questo libro!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Il dolore è il passo della vita che unisce o divide in modo netto ed inequivocabile...perchè il dolore o lo vivi o lo fuggi con paralizzante paura. L'amico è compagno al destino, vive con te. Non si tratta di semplice complicità, affinità, comunione di interessi e sentimenti...è qualcosa che va oltre. Si ha bisogno dell'amico perchè si ha bisogno di un volto che ci accompagni per la strada della nostra vita e che la condivida con noi. Quando si è "cum passio", ci si trova ad un momento di verità...il dolore ci cambia, ci plasma, ci da occhi limpidi e ci spoglia da tutte le maschere con cui ci proteggimo dal mondo...ma ci palesa anche la nostra grande impotenza. Debolezza, limite. E' quel volto che abbiamo accanto (o che ci pensa pregando per noi) che ci ricorda il senso di quel dolore e che la salvezza è possibile...Compassione è essere l'amico. E' un termine abusato purtoppo,"amico", ma io ne ho parlato nell'accezione più autentica.
Buona giornata!!
E ricorda che la telepatia esiste:)
(tele pathos...stessa sofferenza, stesso sommovimento dell'animo...un po' come cum passio...)